Dicembre è arrivato e come ogni anno aspettiamo l’arrivo del Natale.

In questo periodo siamo sempre tutti occupati da migliaia di cose: i regali, il pranzo di Natale, la casa da addobbare a festa… correre, correre, correre!!! Ecco cos’è diventato il periodo che precede l’arrivo di Gesù in mezzo a noi, solo una grande corsa che puoi dire di aver vinto se arrivi al 25 con tutto perfettamente a posto.

No! Non deve essere solo questo. Dovremmo imparare dai bambini a comprenderne il vero significato. Loro, di fronte ad un albero illuminato, sanno ancora esclamare: “Che bello!”

Ecco, ripartiamo dalla bellezza e, perché no, proprio dalla bellezza di un albero illuminato. Proviamo a riflettere, non si è certo addobbato da solo. Insieme alle persone che ci vogliono bene abbiamo reso un semplice abete stupendo, “straordinariamente bello!”

E così noi, della scuola San Giuseppe cerchiamo di fermarci, prenderci del tempo per prepararci ad accogliere nostro Signore. In che modo? Creando insieme i momenti belli che il Natale ci consente di trascorrere con l’altro. Abbiamo costruito il presepe con l’aiuto dei genitori; abbiamo ritagliato un’ora della giornata per cantare insieme; abbiamo provato e riprovato con i nostri alunni i canti di Natale. Abbiamo posto lo sguardo sulla famiglia di Nazaret e ci siamo accorti dei semi di bene che sono già presenti nelle nostre famiglie.

La sera del 16 dicembre ci siamo trovati tutti in chiesa per cantare e gioire insieme della nascita di un bambino destinato ad essere il Salvatore del mondo. I ragazzi di quinta ci hanno accompagnato attraverso la narrazione dei momenti principali della storia di Gesù, partendo dall’origine, ossia dalla possibilità di accogliere il dono della vita annunciato a Maria dall’arcangelo Gabriele. Hanno cantato “The seven joys of Mary” trasmettendoci le mille emozioni di Maria, soprattutto quelle legate alla nascita del Figlio di Dio ed alla possibilità di cullarlo teneramente. Poi sono intervenute le voci gentili dei bambini di prima e seconda che hanno cantato “Silent night”, notte silenziosa e santa. Grazie a loro abbiamo imparato a darci da fare per il bene come Giuseppe che senza troppo rumore, è stato al fianco della sua famiglia, pur sapendo che il figlio non era il suo, diventandone guida forte e sicura. Con i genitori, ascoltando il canto “Hark! The Herald Angels Sing”, abbiamo potuto gioire come gli angeli per una bella notizia: è nato Gesù, Dio si è fatto uomo.  Accompagnati da “Gloria in excelsis deo” cantata dai bambini di terza e quarta, abbiamo scoperto l’umiltà di donare rappresentata dai pastori che avevano solo la loro gioia da poter donare a Dio. Allo stesso modo anche i nostri genitori che donano tutto per la gioia dei loro figli. Siamo arrivati all’ultimo messaggi che il Natale ci permette di scoprire: il dono di bene che Dio ha fatto all’umanità! Il re del mondo si è fatto bambino: Dio in uno slancio infinito d’amore ha donato tutto il suo Bene ad ognuno di noi, come ogni uomo e ogni donna che dona la sua vita per il bene di chi ama. E così tutta la scuola si è unita in un unico coro che all’unisono canta: “O come all ye faithful”…

Venite fedeli.
Gioiosi e trionfanti.
Venite,
venite a Betlemme.
Venite a vederlo,
e’ nato il re degli angeli.

Venite e adoriamo

Cristo Signore”

Una volta conclusi i canti, la festa è continuata presso la scuola dove ci siamo scambiati i classici auguri con panettone e spumante, ma aveva tutto un sapore speciale: lo stare insieme ci ha permesso di assaporare il vero senso del Natale.