Durante il tempo della Quaresima, la scuola San Giuseppe si è trasformata in una palestra nella quale bambini, insegnanti e genitori si sono allenati ad individuare alcuni atteggiamenti che rovinano il clima in famiglia, a scuola e tra gli amici ed a superarli. Non basta infatti dire che sono atteggiamenti sbagliati; serve affrontarli con coraggio e perseveranza. L’ “Allenatore” che ci ha insegnato a vincere il male è Gesù: abbiamo ascoltato i suoi consigli, riflettendo su alcuni episodi degli ultimi giorni della sua vita.

Ogni mattina, in agorà, noi insegnanti abbiamo evidenziato un atteggiamento negativo e con i bambini abbiamo cercato di fare emergere situazioni quotidiane nelle quali facilmente si vive quell’atteggiamento. Laddove possibile, si è cercato di comprendere le ragioni per cui viene messo in atto.

Partendo dalla lettura di alcuni momenti della Passione e l’osservazione di un quadro ritraente il racconto letto, ci siamo lasciati ispirare dal comportamento di Gesù o degli altri personaggi e abbiamo messo a punto un piccolo impegno per la giornata, da vivere a casa e a scuola.

Primo nemico delle relazioni con cui abbiamo cercato di lottare è stato l’egoismo. Parlando con i bambini è emerso che esso consiste nel non considerare i bisogni degli altri e nel guardare solo alle proprie necessità, pretendendo per sé tutte le attenzioni.

Gesù sotto la croce vede sua mamma e l’apostolo che amava, non pensa più a sé ma a loro che rimarranno soli dopo la sua morte e li affida l’uno all’altra. L’impegno che ci siamo dati consisteva nel provare a non lamentarsi dei propri problemi, provando a guardarsi attorno per vedere se c’era qualcuno che aveva bisogno di noi.

Seconda nemica delle relazioni è stata la pigrizia. Essa, secondo i bambini, è l’abitudine di lasciare agli altri le cose da fare, senza assumersene la responsabilità. Simone di Cirene ha offerto il suo aiuto a Gesù portando la sua croce.  Ci siamo impegnati a non dire mai di “no” a coloro che ci chiedevano una mano.

Terza nemica delle relazioni è la chiusura. Essa consiste nel non condividere le proprie emozioni e non interessarsi a quelle degli altri.

Gesù, sulla croce, ha ascoltato il ladro pentito prima di morire. Noi ci siamo impegnati a offrire il nostro ascolto alle persone che ne potevano avere bisogno.

L’atteggiamento del “mettere il muso” è stato individuato come il quarto nemico delle relazioni. Abbiamo compreso che di fronte ai litigi o alle incomprensioni è sbagliato non perdonare e non saper andare oltre le offese ricevute.  Gesù ha donato la sua vita per noi senza lamentarsi delle ingiustizie e dei torti subiti.  Abbiamo scelto di impegnarci ad “andare oltre” alle offese e alle delusioni nello stesso modo.

Quinto nemico delle relazioni è l’atteggiamento del fingere che consiste nel non dire la verità e nell’alterare la realtà a nostro piacimento.

Gesù non ha finto di essere altro da ciò che è pur di salvare la nostra vita. Abbiamo provato a dire sempre la verità e a comportarci in modo tale da non doverci vergognare delle nostre scelte, camuffando la realtà.

Scegliere il bene ci ha richiesto un allenamento impegnativo, ma ci ha aiutato a vivere le relazioni in modo autentico.